Fisioterapia 2000 | Osteopatia

Osteopatia

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L'osteopatia (o medicina osteopatica) è un sistema consolidato di assistenza alla salute che condivide con la medicina tradizionale basi scientifiche e sistemi diagnostici e che si basa sul contatto manuale per la valutazione, la diagnosi e il trattamento di diverse patologie.       

Si tratta di una terapia incentrata sulla salute dell'individuo nella sua globalità piuttosto che sulla malattia e che si avvale di un approccio:

  • olistico
  • causale e non sintomatico (spesso la causa del sintomo è a distanza dalla zona di dolore)
  • mirato alla ricerca di alterazioni funzionali delle strutture corporee che possono portare alla manifestazione di segni e sintomi e all'insorgenza di patologie e/o dolori di varia natura.

Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) integra le attuali conoscenze scientifiche con alcuni principi fondamentali:

1. Unità del corpo : La persona è vista nella sua globalità come un complesso sistema di interazione tra muscoli, strutture scheletriche e organi viscerali, che dal punto di vista anatomo-funzionale trovano il loro collegamento nei centri nervosi della colonna vertebrale. Ogni singola costituente dell'individuo (mente e spirito inclusi) e l'ambiente in cui vive sono in vicendevole dipendenza: il funzionamento di entrambi influenza l'intera struttura.

2. Struttura e funzione: il fondatore dell'osteopatia,lo statunitense A.T. Still, sosteneva che “la struttura determina la funzione”. Se la morfologia di una struttura risulta alterata, dunque, lo sarà anche la sua funzione: l'organismo adotterà dei sistemi di compenso e di adattamento corporei e posturali che possono non essere favorevali al suo benessere .

3. Capacità di autoguarigione e autoregolazione: l’'osteopatia mira a ristabilire l'armonia della struttura (e quindi della funzione) per stimolare la capacità intrinseca del corpo umano di autoregolazione e autoguarigione.

 

 

Per l'applicazione di tali principi, durante il trattamento l'osteopata si avvale di diversi approcci strettamente interdipendenti:

Approccio Strutturale: consiste nell' applicazione di manovre di rilasciamento muscolare e articolatorio che hanno ripercussioni non solo a livello meccanico ma anche biochimico, circolatorio e nervoso.

Approccio fasciale: richiede una fine capacità palpatoria da parte dell'operatore che ripristina la corretta funzionalità del sistema del tessuto connettivo (la fascia), che nel corpo umano è ubiquitario.

Approccio Viscerale : indica tecniche che ripristinano la corretta mobilità e motilità di un organo la cui ipomobilità è spesso causa di restrizioni o disfunzioni articolari, nonché di problematiche più strettamente “organiche” (capacità digestive, di assorbimento, respiratorie).

Approccio Cranio-Sacrale: indica quella categoria di tecniche che sfruttano il movimento di congruenza fra le ossa craniche e l'osso sacro andando ad agire a livello osseo, nervoso, meningeo e di liquor cefalorachidiano. Un corretto movimento cranico garantisce una efficace capacità di autoguarigione e di adattamento a qualisasi evento o agente esterno e interno all'organismo.

 

L’Osteopatia tratta principalmente problematiche strutturali e meccaniche di tipo muscolo-scheletrico a cui possono talvolta associarsi alterazioni funzionali degli organi, dei visceri e del sistema cranio-sacrale (nonchè problematiche funzionali viscerali o cranio sacrali a cui si associano alterazioni strutturali e meccaniche).

Grazie ai suoi principi è possibile intervenire su persone di ogni età: neonati, anziani e anche donne in gravidanza.

Risulta efficace nella risoluzione di molti disturbi tra cui:

  • cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, in stadio cronico o acuto
  • artrosi, discopatie, dolori articolari e muscolari da traumi,
  • cefalee, alterazioni dell’equilibrio, nevralgie, stanchezza cronica,
  • affezioni congestizie come otiti, sinusiti,
  • disturbi digestivi, ginecologici e respiratori

 

La visita

Nel corso della prima visita, della durata di circa un'ora, avviene un colloquio mirato alla raccolta di informazioni utili all’osteopata per poter riconoscere, inquadrare e contestualizzare la problematica in oggetto.

Alla fine della raccolta dati avrà luogo un esame obiettivo osservazionale in cui l’osteopata porrà attenzione sulla postura e sulla disposizione del corpo della persona nello spazio.

Spesso a questa fase si associano test di mobilità per approfondire la natura del sintomo e l’entità del disturbo e al fine di giungere a una “diagnosi osteopatica” da cui partire. Il trattamento da mettere in atto viene prima discusso e spiegato al paziente ed in modo chiaro e fruibile.

Il trattamento inizia spesso utilizzando tecniche di “soft tissue”: movimenti articolatori ritmici e tecniche di rilascio muscolare – con l’obiettivo di rilasciare, rilassare e allungare muscolatura e ripristinare la mobilità articolare.

Se necessario, l'osteopata può utilizzare, sulla colonna o su altre articolazioni, tecniche manipolatorie ad alta velocità e bassa ampiezza (più conosciuti come Thrust). Talvolta si rendono necessarie altre tecniche su visceri e cranio, a seconda del problema riscontrato.

Un trattamento dura mediamente 40-45 minuti. Di norma sono previste più sedute che vengono proposte e discusse in sede di prima visita con la riserva di modificazione dell'iter terapeutico in base agli obiettivi raggiunti.

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