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Fisioterapia per il mal di schiena: quando serve davvero?

Sono circa 15 milioni gli italiani che soffrono di dolori alla colonna vertebrale. Ecco cosa la fisioterapia e l’osteopatia possono fare per il mal di schiena

La fisioterapia per il mal di schiena funziona davvero? Questa è senz’altro una domanda interessante dal momento che, secondo alcuni studi, sono circa 15 milioni gli italiani che ne soffrono.

I mal di schiena più diffusi

Più in generale, le patologie della colonna vertebrale sono molto diffuse in tutti i paesi industrializzati: il mal di schiena, ad esempio, colpisce dal 60 all’80% degli adulti ed è la causa più rilevante d’infermità lavorativa e di disabilità sotto i 45 anni.

Le condizioni più diffuse sono:

  • lombalgia
  •  lombosciatalgia
  • discopatie
  • stenosi
  • ernie del disco

In particolare i dolori al tratto lombare e con eventuale implicazione del nervo sciatico sono molto diffusi. Infatti, in questo articolo ci concentreremo in particolar modo sulla lombalgia che comporta non solo un dolore al tratto lombare ma che a volte si può irradiare fino ai glutei e agli arti inferiori. Un fastidio tale da rendere difficoltoso qualsiasi movimento elementare come chinarsi, alzarsi da una sedia o da un letto e persino girarsi.

Naturalmente, le cause all’origine della lombalgia possono essere moltissime. Le più comuni sono le tensioni di origine muscolare, tendinea e legamentosa oppure problemi discali in fase iniziale piuttosto che anomalie scheletriche.

I dolori possono riguardare sia la colonna in sé (a livello scheletrico, ma non solo) che i muscoli che la circondano, o nella maggior parte dei casi entrambi.

Nella sua fase acuta, la lombalgia è comunemente riferita dai pazienti come un “blocco” (in un gergo più pittoresco detta “colpo della strega”). Esiste anche una lombalgia di tipo cronico quando il dolore è continuo e presente da diversi mesi, o comunque molto frequente.

La fisioterapia per il mal di schiena

Contrariamente a quello che si pensa, il ricorso alla fisioterapia non va effettuato solo quando ci si trova nel bel mezzo di un attacco di lombalgia.

Esistono degli esercizi e dei trattamenti che possono ridurre la sintomatologia dolorosa sin dalle primissime fasi. Ma l’ideale è iniziare un percorso continuativo nel tempo che permetta di prevenire nuovi attacchi, la prevenzione gioca infatti un ruolo chiave.

Superata la fase acuta, per eliminare del tutto dolore e infiammazione il fisioterapista potrà procedere a trattamenti mirati. Sia per il recupero della funzionalità articolare e muscolare sia attraverso trattamenti specifici sia indicando al paziente esercizi terapeutici da eseguire a casa per massimizzare il recupero della funzionalità articolare. Nello specifico:

  • stretching
  • mobilizzazione
  • rinforzo muscolare
  • ginnastica posturale

Ma per risolvere in modo mirato il mal di schiena, il fisioterapista non si può limitare a curare i sintomi sulla base delle indagini strumentali come rx o tac che, sebbene importanti, non sono esaustive.

Infatti, accanto a queste, è essenziale effettuare una valutazione generale indagando sullo stile di vita e abitudini del paziente, in cerca di elementi per arrivare alla causa vera del problema lombare.

Osteopatia e lombalgia

L’azione combinata di fisioterapia e osteopatia può portare risultati straordinari contro la lombalgia.

Proprio l’approccio osteopatico può rivelarsi decisivo perché permette di valutare più distretti corporei che possono avere implicazioni dirette o indirette nell’origine e nelle cause del dolore lombare come il bacino, l’anca, le articolazioni sacro iliache o il rachide dorsale.

Ma non è tutto. L’osteopata può anche procedere con la valutazione di alcuni muscoli che possono originare sovraccarichi articolari al tratto lombare come il diaframma, il piriforme, la fascia del pavimento pelvico, i muscoli collegati alla fascia toraco-lombare e quelli addominali.

E, non di rado, anche una valutazione e trattamento degli organi addominali può risultare importante nell’iter terapeutico.

Ma le indagini osteopatiche in caso di mal di schiena possono persino riguardare il piede e l’arto inferiore. Questi potrebbero incidere sul sovraccarico o generare eventuali disfunzioni che, indirettamente, hanno contribuito ad originare il mal di schiena o contribuiscono a mantenerlo nel tempo.

Alcuni consigli utili per prevenire attacchi di lombalgia

Esistono poi dei consigli utili che ci aiutano a prevenire attacchi di lombalgia e che possiamo mettere in pratica facilmente ogni giorno.

In primis dobbiamo stare attenti alla nostra postura sia quando siamo in piedi che quando siamo seduti. Specie se facciamo lavori che ci portano a stare per molto tempo fermi su una sedia davanti ad una scrivania. Immobilità e sedentarietà sono spesso le principali concause dell’origine di una lombalgia.

Ma dobbiamo prestare anche attenzione nella movimentazione dei pesi ad utilizzare le gambe, non solo la muscolatura della schiena proprio per evitare il classico blocco acuto o “colpo della strega”.

Inoltre quando siamo seduti o mentre guidiamo meglio togliere portafogli, smartphone e altri oggetti dalle tasche dei nostri pantaloni per evitare che il loro ingombro ci obblighi ad essere asimmetrici nella seduta e che possa comprimere strutture in relazione con il nervo sciatico (come il muscolo piriforme)

Infine, sarebbe ideale dedicare un po’ di tempo ogni giorno per effettuare esercizi mirati per la mobilità e la forza a livello lombare, bastano davvero pochissimi minuti.

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